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Storia ed origini delle carte e dei giochi di carte


LE ORIGINI DELLE CARTE DA GIOCO

Le origini delle carte da gioco si perdono nella notte dei tempi; le prime testimonianze risalgono infatti al X secolo in Cina ed in India con il ganjifa. Alcuni storici legano l’origine delle carte alla nascita della carta moneta proprio nel continente asiatico, in questa visione il mezzo e la posta in gioco dell’azzardo si fondevano in un unico veicolo; altri storici sostengono invece che le carte derivino direttamente dai tasselli del domino. Non sappiamo con esattezza se la storia di una delle due tesi sia vera, ma di certo sappiamo che il termine cinese p’ai viene usato per descrivere sia le carte che le tessere per il gioco del domino o del mahjog il che lega a doppio filo l’origine e la storia di entrambi gli strumenti ludici.
Le tradizioni Indiane o Cinesi passarono comunque attraverso la Persia fino a giungere alle coste mediorientali dominate dagli arabi che nel medio evo trasformarono le carte in un modello che divenne già molto simile a quello contemporaneo. Storicamente i Mamelucchi che dominavano al tempo le coste settentrionali dell’Africa utilizzavano per scopi ludici un mazzo di circa 52 carte divisi in quattro semi: daràhim (denari), tùmàn (coppe), suyùf (spade), jawkàn (bastoni da polo); ognuno dei quali era formato da 13 carte di cui dieci numerali e tre figure: il re, il vicerè ed il sottodeputato. La carte mamelucche, seguendo i dettami del corano che vietava di ritrarre le persone, riportavano solo disegni astratti, ma avevano comunque una didascalia con il nome degli ufficiali dell’esercito. Un mazzo mamelucco completo di 56 carte fu rinvenuto nel 1939 ed è ora conservato nel museo Topkapi Sarayi di Istambul e sebbene risalente al XV secolo ha permesso l’interpretazione storica di frammenti di carte più antichi datati tra il XII ed il XIII secolo.
La storia ci insegna che sebbene il 38° concilio di Worcester (1240) venga spesso citato come dimostrazione dell’esistenza delle carte da gioco in Inghilterra già a metà del XII secolo è assai probabile che i giochi citati siano derivazione degli scacchi mentre è altresì probabile che le carte inizino la loro diffusione nel vecchio continente solo a partire dal XIV con l’intensificarsi degli scambi commerciali con i mamelucchi egiziani. Le prime testimonianze storiche in Europa dei giochi di carte si ebbero in Italia ed in Spagna da dove poi si diffusero cambiando forma e adeguandosi di regione in regione.

L’EVOLUZIONE DELLE CARTE DA GIOCO

Durante il XIV secolo le carte si diffusero velocemente in tutta Europa, importanti testimonianze storiche ne sono:

  1. un ordinanza Fiorentina del 23 maggio 1376 che vieta il gioco di carte delle naibbe (nome arcaico derivato dall’arabo ‘nàib, e cioè il deputato o vicerè delle carte memelucche)
  2. nel 1377 un ordinanza parigina vieta il gioco delle carte nei giorni feriali.

vengono in oltre ritrovati

  1. un sermone di un frate domenicano di Basilea risalente al 1377 che parla del gioco delle carte
  2. un inventario di un mercante di Barcellona del 1380 che contiene tra le altre cose un mazzo di nayps (carte) composto da 44 pezzi
  3. il mazzo di carte più antico è risalente al 1430, viene chiamato il “mazzo di Stoccarda” e le carte che lo compongono ritraggono scene di caccia.

La Storia nel continente europeo è diversa : variano molto la struttura e l’aspetto delle carte da gioco iniziando con l’introduzione dei disegni che ne semplificavano notevolmente l’utilizzo.
Gli spagnoli cambiarono gli sconosciuti bastoni da polo con i ben più conosciuti randelli; al tempo,  inoltre, si perse l’uso del dieci portando le carte dalle originarie 52 alle locali 48.
In origine nei paesi di cultura germanica i semi diventarono cuori, campanelli, ghiande e foglie e si sviluppò una tipologia di mazzo a cinque semi (il quinto sono gli scudi) che raffigura scene di caccia, questa variante destinata a scomparire verrà chiamata “Mazzo Venatorio”. I mazzi venatori erano di solito splendidamente illustrati e utilizzavano semi rappresentanti animali o strumenti di caccia.
La Francia cambiò i semi in forme stilizzate probabilmente come derivazione dei semi tedeschi. I semi francesi si estesero anche all’Ighilterra dove i fiori tornano a chiamarsi bastoni (clubs) e i quadri vennero chiamati diamanti (diamonds).
Storicamente gli italiani unirono alle carte di origine moresca 22 soggetti illustrati di origine locale ed aggiunsero alle tre figure maschili una figura femminile la “regina” dando così origine al mazzo per il gioco dei trionfi cioè i “tarocchi” che con alterne fortune sono arrivati fino a noi. I tarocchi vennero utilizzati  solo dai ceti ricchi data la difficoltà di realizzazione ed i complessi regolamenti che legavano il gioco dei Trionfi. Il termine Tarocco comunque fu introdotto solo dal XVI secolo e solo a partire dal 1780 si sviluppò l’uso di queste carte per pratiche esoteriche.
Secondo alcuni studiosi i semi nell’epoca tardo medievale presero anche un valore simbolico divenendo rappresentazione metaforica delle classi sociali secondo l’equazione: Coppe=Religiosi Spade=Nobili, Denari=Mercanti, Bastoni=Contadini; secondo altri invece i semi rappresentarono soltanto le quattro stagioni.

Le carte da gioco continuano ad evolversi e mutare anche se in nessun caso vengono stravolte le logiche che ne regolano la struttura. 
Nel corso del XV secolo le carte mutarono per rappresentare le famiglie reali europee ed i loro vassalli. Originariamente le figure furono il “re”, il “cavaliere”, “il vassallo”; poi fu introdotta la regina che nei mazzi tedeschi addirittura rimpiazzò il re nei due semi di maggior valore.
Nei primi giochi i re erano considerati la carta di maggior valore senza nessuna eccezione, ma già a partire dalla fine del XV secolo si iniziò a dare un significato speciale alla carta nominalmente di valore minore, che da questo momento verrà chiamato asso.
Tra il Cinquecento e il Settecento cominciarono ad apparire i primi manuali che fissavano le regole dei vari giochi di carte.
A partire dal XIX secolo iniziarono a comparire le indicazioni del valore delle carte sui bordi, per permettere al giocatore di tenere le carte ravvicinate a ventaglio con una sola mano. L’innovazione successiva fu quella di disegnare le figure in modo simmetrico ovvero “a due teste” così da non costringere il giocatore a girare la carta dando indicazione all’avversario delle carte che si possedevano.
La matta o jolly, chiamata joker in inglese, fu una creazione solo per il gioco alsaziano dell’ Euchre e si diffuse assieme al poker, dove però oggi non viene più usata. Nonostante la somiglianza con il pazzo dei tarocchi non c’è nessuna prova storica di qualsivoglia correlazione.

LE CARTE OGGI

La storia recente ci dice che i giochi di carte attualmente più diffusi sono anche i più recenti. Il poker nacque nel 1829 negli Stati Uniti, il Bridge si sviluppò tra fine ‘800 e gli anni 20, il baccarà nella prima metà dell’ottocento, la Canasta fù inventata a Montevideo durante la seconda guerra mondiale e la scala quaranta iniziò la sua diffusione dall’Ungheria nel primo dopoguerra. I giochi tradizionali italiani hanno di solito origini più lontane ma la loro forma attuale ha ben poco a che vedere con quella originale: Barrica e Primavera risalirebbero al XVI secolo, la Scopa e la Briscola non vanno più in la dell’inizio 1800, il Tresette sarebbe nato agli inizi del 1700 ed il Settemezzo intorno al 1890.

 Alcuni elementi delle carte moderne, sebbene non usati, sono degni di nota.
I due Jolly presenti in ogni mazzo vengono denominati “rosso” e “nero” e uno dei due dovrebbe essere più decorato dell’altro.
L’asso di picche ha di solito un segno più grande degli altri. Questa tradizione iniziò con una legge inglese del re Giacomo I, che richiedeva una stampigliatura su quella carta come prova del pagamento di una tassa sulla produzione delle carte.
Il fante di picche e di cuori sono normalmente disegnati di profilo e per questo vengono denominati “one-eyed-jack”.
Il re di cuori tiene normalmente la spada dietro la schiena e da alcuni viene soprannominato il re suicida, questo deriva dal fatto che originariamente questa carta veniva disegnata con un ascia.
Le carte tedesche ed austriache hanno un aspetto diverso: di solito le carte di quadri sono gialle o arancioni ed i picche sono verdi; probabilmente questo deriva dai loro semi tradizionali che rimangono in uso nella Germania del sud ed in Austria.
I mazzi italiani sono tipicamente composti da 40 carte ma esiste un’enormità di variazioni stilistiche tipiche di ogni regione, che però possono essere iscritte in quattro grandi gruppi:

  • tipo settentrionale:derivano dai tarocchi del XV secolo, hanno le spade a scimitarra e i bastoni a forma di scettri, gli assi di solito molto elaborati spesso riportano dei motti. Si trovano nelle versioni a 36 (anche se raro) a 40 o a 56 carte.
  • tipo spagnolo: sono le più usate, i bastoni sono a forma di tronchi e le spade sono diritte. Esistono solo nella versione a 40 carte.
  • tipo francese: portano i semi delle carte francesi, sono essenzialmente diffuse nel nord-ovest e si trovano nelle versioni a 36 (genovesi), 40 o 52 carte.
  • tipo tedesco: portano i semi tipici tedeschi, sono diffuse soprattutto nella provincia di Bolzano dove sono conosciute con il nome di Salisburghesi. Nate come mazzo a 36 carte, negli anni’80 furono portate a 40 che ad oggi è l’unico mazzo che si trova in Alto Adige.

Da notare che le bresciane sono l’unico mazzo regionale che esiste solo nella versione a 52 carte.  

Il gioco delle carte contemporaneo ed i giochi di carte in generale sono legati a doppio filo con la rete.

I siti per giocare on line ai vari giochi di carte si sono numericamente moltiplicati aprendo alle generazioni più anziane la possibilità di avvicinarsi a questa realtà e, viceversa, facendo conoscere questi giochi ai più giovani. Così come il poker,anche il burraco online ha goduto di una amplissima diffusione diventando negli ultimi anni non solo un gioco da ombrellone ma anche una solida realtà di circoli e di siti che ne offrono una versione giocabile attraverso internet. Per non parlare degli scacchi, la cui federazione prevede un legame importante con una serie di siti specializzati nel giuoco on line.

Anche se in misura minore anche giochi di carte regionali quali il tresette o passatempi più leggeri come la scala 40 o il gin hanno trovato casa in Ludopoli, la città dei giochi.

Per approfondimenti in merito si rimanda al sito di John Mcleod, molto ben fatto, sui giochi di carte : Pagat.

La Storia dei giochi di carte di Ludopoli ha ottenuto un voto medio 4.5 su 5 basato su 865 voti.

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